TRITONE ALPINO
(Ichthyosaura alpestris)
martedì 25 settembre 2018
CIVETTA NANA
(Glaucidium passerinum)
Se non ci fossero alcuni segni premonitori, potresti passargli anche a due metri di distanza senza accorgerti della sua presenza. Lei imperturbabile resterebbe ferma e mimetica appollaiata su di un ramo vederti passare, se non fosse che la sua presenza suscitasse l'ira dei piccoli uccelli presenti in zona che, solitamente, rappresentano le prede di cui la Civetta si nutre. Infatti: Cince, Pettirossi, Scriccioli ecc... organizzano una scorribanda nelle immediate vicinanze, nel tentativo di indurla a lasciare quel territorio. Anche in questo caso, di solito, lei resta immobile, quasi indifferente ma comunque sempre vigile e attenta. Gli uccelletti che ho citato, vengono catturati al volo quando meno se lo aspettano da questa minuscola Civetta che, a dispetto della sua taglia, si dimostra un predatore efficiente e spietato. Quando riesci ad intravederla, noti più che altro i due occhi gialli che spiccano sul resto del corpo ricoperto di piumaggio estremamente mimetico. E' raro vederla, ma è ancora più raro vederla allarmata ed eccitata, puntare la sua coda verso l'alto, allo stesso modo dello Scricciolo quando è intento a marcare il territorio. A differenza di quasi tutti gli altri rapaci notturni, in caso di necessità può cacciare anche di giorno ma, comunque, le sue abitudini restano prevalentemente crepuscolari. E' stato accertato che la Civetta nana prepara in periodo di abbondanza di prede, una sorta di dispensa nelle cavità e nei buchi degli alberi. Durante l'inverno quando le prede scarseggiano, quelle che avrà catturato in precedenza, saranno preziose per la sopravvivenza in un ambiente ostile qual'è l'alta montagna d'inverno.
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mercoledì 5 settembre 2018
mercoledì 5 ottobre 2016
domenica 31 maggio 2015
sabato 7 dicembre 2013
ZIGOLO DELLE NEVI
(Plectrophenax nivalis)
Quando se ne vede in giro qualche esemplare, significa che l'inverno, quello vero, è in arrivo.
E' un uccello che nidifica nelle regioni più settentrionali del nostro continente, quelle che nella stagione invernale sono sferzate dalle gelide correnti artiche, che quindi è abituato ad un clima, anche in periodo riproduttivo non certo mite, ma che in condizioni estreme è costretto a lasciare l'Islanda e le isole Svalbard e talvolta a varcare le Alpi, per approdare alle nostre latitudini alla ricerca di condizioni climatiche più sopportabili, ma soprattutto per cercare aree idonee, dove potrà trovare i semi di cui si nutre.
E' un uccello molto confidente e, se si resta immobili nelle sue vicinanze, si può vederlo arrivare fino a pochissimi metri di distanza; questo lo rende vulnerabile nel caso che qualche mal intenzionato decida di farne un uccello da gabbia.
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